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Da quanto tempo sei in Aused e cosa significa per te l’associazione?

Sono in Aused da tanti anni. La relazione con l’associazione è ormai così consolidata che mi sembra di far parte di questo Dacontogruppo di persone da sempre. L’associazione è per me sempre stata un importante punto di incontro con persone che svolgono il mio stesso lavoro e con le quali posso confrontarmi su temi comuni, beneficiando delle loro esperienze. Questo confronto spesso avviene in contesti aziendali e settori di business molto diversi da quello dove opera la mia azienda, e per questo motivo riveste per me ancora più valore. La diversità aiuta a vedere le cose da prospettive e angolazioni diverse e ti arricchisce professionalmente.

Nel tuo ruolo di IT Executive quali sono i benefici che tu o il tuo team ha potuto trarre dall’associazione?

Il networking è sicuramente uno degli aspetti per me professionalmente più importanti che mi ha permesso in tutti questi anni di condividere esperienze fatte “sul campo” e soprattutto senza “filtri”, ovvero condividendo sia successi sia insuccessi. E questo è un aspetto fondamentale per capire i rischi che spesso solo l’esperienza diretta può fornire quando si lanciano progetti importanti, magari su nuove tecnologie. Per il mio team, il valore viene sia dal portafoglio di servizi forniti ai soci, che si è ampliato e consolidato negli anni, sia dai gruppi di lavoro che sono divenuti sempre meglio strutturati in termini di contenuti e modalità operative. In particolar modo gli eventi GUPS e quelli sulla Security e Compliance sono stati spesso fonte di indicazioni utili e momenti di confronto di assoluto interesse.

SAP, Aused e GUPS: pensi che l’associazione possa avere un ruolo attivo nell’influenzare le scelte e le azioni del colosso di Waldorf ? Come pensi che la partecipazione attiva a questo User Group possa essere più efficace per la tua azienda?

Avere un ruolo attivo nell’influenzare le scelte di un colosso come SAP non è semplice, e questo obiettivo può essere raggiunto solo se aumentiamo la nostra dimensione associativa. Una crescita che non può essere solo sul territorio nazionale, ma credo sia ora di pensare a una nostra internazionalizzazione attraverso una cooperazione più stretta con gruppi simili in altri paesi, quantomeno europei. Diverse aziende associate AUSED hanno un profilo internazionale e probabilmente dovremmo iniziare a riflettere sulla nostra adesione a gruppi simili al GUPS in altri paesi.

Per quanto riguarda la partecipazione al GUPS, più che parlare del singolo gruppo mi sento di fare una riflessione più generale sulla partecipazione dei soci all’attività dell’associazione. Quello che spesso noto è che i partecipanti attivi a questi gruppi sono principalmente i CIO, ovvero coloro che mediamente all’interno delle organizzazioni ICT hanno meno tempo a disposizione. Questo si traduce in un lavoro, seppur encomiabile, troppo concentrato su poche persone da cui il gruppo diventa spesso totalmente dipendente. Credo che sia giunto il momento di pensare a una crescita dell’associazione all’interno delle aziende associate, aumentando la delega dei CIO verso i propri collaboratori che operano su specifiche aree tematiche (SAP, Security e Copmpliance, BI, solo per fare alcuni esempi). Questo penso ci possa permettere di essere più efficaci e magari anche più solidi nel lungo periodo.

La tua è una multinazionale radicata su un distretto territoriale. Come l’associazionismo può e deve interagire con il territorio e non essere troppo Milano-centrico?

Non essere Milano-centrici quando sia la maggior parte delle aziende sia dei fornitori di servizi ICT sono concentrati geograficamente  in quella zona diventa molto complesso. Negli anni scorsi abbiamo organizzato eventi, che mi permetto di definire di successo, in centro Italia, ma resta un dato di fatto che la location è stato sempre un forte handicap. Credo che l’unico modo di migliorare l’integrazione col territorio sia quello di fornire i nostri servizi anche da remoto attraverso le tecnologie di comunicazione che al momento usiamo in maniera molto limitata per i nostri eventi.

Quali sono i temi che nel 2016 “affollano la tua agenda” e quella della tua azienda? Sono in linea con il trend di Digital Disruption così tanto discusso negli ultimi tempi dalla comunità IT?

La mia azienda, come tante, sta investendo molto in progetti in area digitale. Abbiamo diversi cantieri aperti, la digitalizzazione della forza vendita attraverso l’introduzione di una soluzione CRM in cloud, la digitalizzazione dei processi di service che sta iniziando sempre più a convergere con i nostri “connected products”. La tecnologia ICT può sicuramente essere una opportunità  importante di innovazione, ma non è sicuramente l’unica e va vista insieme a tutte le altre: innovazione di prodotto, di servizio, di processo, di modello di business, ecc… Per questo motivo il gruppo ha lanciato una iniziativa mirata allo sviluppo dell’innovazione attraverso un processo strutturato e interfunzionale che permetta di generare nuove idee e di tramutarle in opportunità di business. Lavorare sul “sistema” d’innovazione nel suo complesso, e in particolare sulle capacità innovative del proprio personale, a tutti i livelli (leader, management, impiegati…) e in tutte le funzioni aziendali (ICT, MKTG, Vendite, Servizi, Acquisti, ecc.) è per me il modo migliore per far sì che l’innovazione diventi un’attitudine degli individui e di conseguenza una leva per la crescita dell’azienda.

(Intervista a cura di Andrea Provini)

PROFILO: 

DacontoGiovanni Daconto, 50 anni, laureato in Scienze dell’Informazione, durante il suo percorso professionale ha seguito diversi corsi di management presso importanti business schools quali l’ISTUD di Stresa, la SDA Bocconi di Milano e la Stanford University in California, conseguendo infine un Executive MBA con specializzazione in ICT al MIP, la business school del Politecnico di Milano. Conseguita la laurea, dopo 2 anni trascorsi nel settore della consulenza, è entrato in Ariston Thermo Group dove ha ricoperto ruoli di sempre maggiore responsabilità all’interno della funzione ICT sia in Italia che all’estero (Europa ed Asia) fino a diventare CIO del gruppo nel 2008.

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